Kurt Mair

Prossima mostra:

Galerie Chantal Mélanson, Annecy. Francia    01 12.2016 - 07.01.2017

 

 

 

“NO ES QUE YO QUIERA DARTE PLUMA POR PISTOLA

PERO EL POETA ERES TU”

Miguel  Barnet

 

INVITO AL VIAGGIO

Se si impara a guardarsi attorno, ad osservare i particolari, ad avvicinarsi ai luoghi per capirli; se si impara a soffermarsi sulle forme, per prendersi cura degli oggetti e della loro geometria, poi, non se ne può più fare a meno.

Le sfumature, le linee, i rilievi e gli sfondi diventano una necessità, un’ urgenza, cosicché, anche gli spazi più anonimi che circondano l’universo, diventano la palestra nella quale allenare lo sguardo e affinare l’osservazione.

Mettersi in cammino e viaggiare è una esperienza che fornisce un contesto di mutamento prolungato e intensificato nel quale è possibile diventare consapevoli di quei velami e di quegli schemi che mediano le percezioni dei particolari.

Durante un lungo viaggio si sviluppa un’attitudine a confrontare, a cercare punti di differenza e somiglianza; ad addomesticare ciò che non si conosce.

Kurt Mair ci invita ad un viaggio con questi presupposti; opera dopo opera, ci offre l’opportunità di riconoscere nell’ignoto somiglianze con quello che già conosciamo. Le sue tele sembrano dire che non si può viaggiare senza oltrepassare frontiere; frontiere di tipo geografico, culturale, sociale, tra un volto e l’altro, tra un corpo e l’altro; tra muri che separano le persone.

Oltrepassare le frontiere attraverso l’arte può cambiare qualcosa nelle nostre convinzioni.

Tele e incisioni di Kurt Mair come a narrare l’utopia, il viaggio ideale, non superficiale, attento al paesaggio e alle note interiori che esso va a far risuonare.

Le sue opere non si possono possedere veramente come non si può possedere uno spazio ritagliato nell’infinito dell’universo; le sue tele sono fatte per viaggiarci attraverso o sostarvi con rispetto e gratitudine.

Con un omaggio al poeta Charles Baudelaire questo pittore e incisore di delicato talento ci invita al viaggio; con un omaggio alla sua personale, noi lo accogliamo e, ad ogni giro di sentiero, dando un calcio ad una pietra, camminando, viaggiando, gli rispondiamo: “il poeta sei tu!”

 

Laura Scarpellino